La felicità non è felicità senza una capra che suona il violino

 

La frase enunciata da Julia Roberts nella commedia romantica Notting Hill è una delle più note ed abusate quando si parla di citazionismo amoroso. Partendo dal concetto di citazione sarebbe interessante analizzare il fenomeno nato con lo sviluppo e la diffusione del cinema che ci porta costantemente a comunicare utilizzando frasi dei nostri film preferiti. In modo specifico, queste note e ridondanti citazioni, paiono esserci utili per affrontare dilemmi amorosi o per colpire il nostro oggetto del desiderio facendo sfoggio del nostro intelletto. I film sono diventati il nostro bagaglio culturale per eccellenza. In passato si utilizzava la letteratura per sedurre qualcuno. Al giorno d’oggi pensieri, situazioni reali e dialoghi passano attraverso 24 fotogrammi al secondo.

Notting Hill - 1999

Torniamo a Notting Hill: qual è la sua trama? Il film di Roger Michell racconta la storia d’amore tra una famosa attrice di Hollywood e un libraio londinese residente proprio nel quartiere di Notting Hill. Di base, quindi, ci troviamo davanti ad una vera e propria favola moderna. Nel ventesimo secolo abbiamo assistito ad un mutamento dei costumi e, in modo più ampio, siamo stati travolti da un cambiamento radicale del nostro impianto culturale. Questa “piccola” rivoluzione ha avuto inizio grazie alla nascita del cinema e alla sua capacità di imporsi sulla mente e sulle scelte delle persone. Quindi non più principi o principesse, ma divi del cinema e glamour. Notting Hill riassume perfettamente questa china presa dalla nostra società. Sono caduti i regni, i castelli pregni di ori e sfarzo e con loro sono morti i cavalieri con l’armatura splendente e gli eroi romantici. Dal ventesimo secolo in poi pare non esserci stato più spazio per questo tipo di dialettica amorosa. La nuova favola è caratterizzata da rulli di celluloide e da primi piani a favore di baci appassionati tra un comune cittadino/a e una persona definibile impossibile da raggiungere.

Uno dei più grandi studiosi del concetto di fabula e di intreccio è stato Vladimir Propp. Nel suo testo più noto Morfologia della fiaba, Propp delinea uno schema che dovrebbe essere alla base di ogni racconto. Partendo dalle origini storiche della fiaba sino all’analisi dei riti tribali delle varie società, l’antropologo russo descrive dei passaggi fondamentali che l’eroe deve compiere per arrivare alla conclusione della propria vicenda personale e sociale. Il tratto distintivo di questo schema risiede nel suo dare importanza non a chi sia il personaggio (a livello di genere o sessualità) ma ciò che il personaggio fa. L’azione dà ritmo allo schema e gli permette di scorrere creando situazioni che, in base alle scelte attuate dal protagonista, permetteranno all’intera vicenda di arrivare alla sua conclusione. Questo vale anche, se non soprattutto, per le storie d’amore. Storie il cui fine è quello della conquista della felicità. Restando nel campo nella commedia amorosa, il concetto di felicità è un elemento primario e imprescindibile dalla sua stessa narrazione. La coppia principale partirà da una situazione iniziale a loro sfavorevole. Gli ostacoli possono essere dettati da differenti fattori: classe sociale, i due futuri amanti sono impegnati con altre persone, i due amanti vivono in città o nazioni differenti o i due amanti sono dello stesso genere e devono affrontare il trauma del coming out. Da queste difficoltà nascerà il conflitto, ovvero ciò che permette al film stesso di mostrarci le personalità dei protagonisti e poter empatizzare con loro. Lo spettatore deve affezionarsi alla coppia, proprio come un tifoso sugli spalti di uno stadio, bisogna fare il tifo per questi due personaggi tanto sfortunati. Seguiremo l’andamento dell’intero film con occhi spalancati, battito cardiaco accelerato e lacrime agli occhi. Saremo, in un certo senso, la capra di Chagall che suona il violino. Però, in definitiva, per chi suona questa capra? Le corde di violino vengono continuamente pizzicate per un unico grande scopo, una delle conseguenze dell’amore: la felicità.

 

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