#TGIF: Cosa resterà di questo #cinema

 Cosa resterà di tutto questo cinema? Non mi riferisco solo al cinema in quanto arte. Il quesito che ci poniamo è cosa resterà del cinema in quanto struttura e in quanto emozione.
Dopo l'ondata del Covid-19, le sale cinematografiche sono diventate delle sale piene di fantasmi del passato.

Abbiamo perso il piacere di restare al buio, davanti ad uno schermo più grande di noi e delle nostre angosce. Tutta l'annata cinematografica 2020 l'abbiamo gustata nella nostra stanzetta o nel salone di casa, con un lumino acceso, una tisana ed un piccolo schermo. Abbiamo portato il cinema all'interno delle nostre angosce, non permettendogli di scacciarle. Il cinema è diventato parte di quella angoscia.

Ci troviamo, di conseguenza, davanti ad uno scisma: ci sono cinefili che hanno adorato la condizione casalinga e continueranno a vedere film in questo modo anche in post pandemia e ci sono cinefili che passeranno ogni giorno della loro vita in sala appena sarà possibile. E il resto della popolazione? Cosa accadrà? Come reagiranno quelle persone non appassionate di cinema per le quali un film equivale ad uno svago?
Forse questa pandemia ci condurrà a porci un quesito più alto: come muterà la visione e la comprensione dell'arte? La rivoluzione digitale ci stava lentamente conducendo su questo percorso, sfortunatamente il Covid-19 ha dato una brusca accelerata che ci costringe a fare i conti con questo fenomeno prima di quanto avremmo pensato. 
L'arte ci avvolge e ci conduce nei meandri più oscuri o più luminosi del nostro Io. In passato questo percorso lo si affrontava in un ambiente esterno, in modo che il ritorno a casa fosse un momento di rilassamento e risoluzione dei dubbi. Soprattutto, la casa non veniva necessariamente identificata come il nido delle nostre angosce più recondite. L'incontro con noi stessi avveniva in una sala buia, in un museo o sotto un palco e, così facendo, potevamo identificare quel luogo come la culla delle nostre riflessioni e delle nostre inquietudini. Ora che casa e inquietudini coesistono così strettamente cosa ne sarà dell'essere umano?


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