L'abbiamo letto in molti: l'attrice statunitense Shailene Woodley si è fatta sentire a gran voce contro un indumento femminile noto come reggiseno. No, la Woodley non si schierata a favore di un tipo di #nobramovement, bensì ha espresso perplessità nei confronti di quelle situazioni filmiche in cui l'attrice indossa il reggiseno mentre è in atto una scena di sesso. A rigor di logica, nessuna di noi mantiene il suddetto indumento durante un rapporto sessuale (fanno eccezione particolari situazioni) e, proprio per questo, vedere sul grande schermo una donna in un contesto simile con il seno sorretto dal ferretto risulta essere alquanto ipocrita.
Love - Gaspar Noè (Francia, 2015)
In questi ultimi anni stiamo assistendo ad una vera e propria rivoluzione dei costumi. Il cinema sembra mutare continuamente seguendo un tipo di trend che, ormai, appartiene al popolo del web e dei social media. Oltre alla volontà popolare presente su internet, il cinema ha deciso di adeguarsi anche ad un altro aspetto di questa rivoluzione dei costumi, ovvero la parte che riguarda la sessualità. L'abbiamo detto durante le nostre dirette Twitch e in altri nostri articoli, oggi assistere a proiezioni di film o serie televisive con diverse rappresentazioni è la norma. Specialmente i prodotti made in USA strabordano di personaggi LGBTQI+ che affrontano la propria sessualità passando sempre meno attraverso l'atto drammatico del coming out. Tuttavia, se la sessualità sembra essere un concetto pronto ad assestarsi anche all'interno di un contesto mondiale, lo stesso non si può dire per la rappresentazione del sesso in quanto atto carnale tra due o più persone.
Il principio era il Cinema, e il Cinema era presso Hollywood e il Cinema era Hollywood. Questo è pressappoco ciò che chi si approccia allo studio della cinematografia da neofita apprende sin da subito. Sì, sicuramente un tipo di cinema inteso come industria è nato nel bel bosco di agrifogli, ma bisogna anche ricordare che, sin da quel principio blasfemo, il Cinema si è trovato diviso tra un'ideologia americana e un'ideologia europea. Questo spaccato non riguardava solo il capitale investito dai produttori, ma anche, se non soprattutto, il contenuto delle pellicole. In Europa il sesso era visto come un elemento giocoso, erotico ma anche sfizioso e divertente. L'utilizzo della nudità non era interpretato con peccaminosità: il sesso era sinonimo di piacere e benessere e riguardava sia l'uomo sia la donna. Andando oltreoceano ci scontriamo con pellicole pudiche, dove l'atto più perverso era un bacio della durata superiore ai 5 secondi. Capite bene che ci troviamo dinanzi ad un conflitto ideologico imponente. Nel vecchio continente, ancora oggi, si predilige una rappresentazione del sesso senza troppi tabù poiché intesa come rappresentazione del reale e di un tipo di benessere e piacere fisico. Negli USA, invece, ancora posiamo i nostri sguardi su film tendenzialmente casti (parlo dei prodotti hollywoodiani, per quanto concerne il cinema indipendente americano il discorso è differente).
Il reggiseno, quell'indumento a tratti ingombrante di cui piace liberarci dopo una lunga giornata di lavoro, è oggi il simbolo di questa diatriba.
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